Lo sapevi che GRA (Grande Raccordo Anulare) fosse un eponimo?

Siamo circondati da eponimi  di qualsiasi genere, ma cos’è un eponimo?

Dall’Enciclopedia Treccani – eponimo, colui che dà il nome a una città, a una gente, a una famiglia, il quale può essere una divinità, un eroe o un personaggio qualsiasi.

Esempi storici di eponimi sono la dea Atena che ha dato il nome alla città di Atene e il re Egeo che ha dato il nome al mar Egeo.

Esistono, però, una serie infinita di eponimi legati alle malattie, alle invenzioni, ai movimenti politici, storici o persino ad aggettivi o verbi di uso comune.

Esempi di eponimia da sottolineare sono:

  • Il GRA (Grande Raccordo Anulare)

Eugenio Gra, colui che ha lavorato alla realizzazione dell’autostrada che circonda la città di Roma;

  • il motore Diesel

Rudolf Diesel, ingegnere tedesco che ha brevettato il suddetto nel 1892;

  • il deci-bel

Alexander Graham Bell, inventore e scienziato statunitense a cui è stata dedicata l’unità di misura dell’intensità del suono;

  • il Masochismo

Leopold von Sacher-Masoch, giornalista e romanziere austriaco. Il nome fu dato dallo psichiatra austriaco Richard von Krafft-Ebing osservando il comportamento di Leopold.

  • la Nicotina

Jean Nicot, diplomatico francese che introdusse il tabacco, chiamato l’herbe de Nicot, alla corte del re di Francia per curare l’emicrania di Caterina de Medici;

  • la Silhouette

Étienne de Silhouette, ministro francese durante la guerra dei sette anni (1756-1763). Veniva riprodotto il suo ritratto di profilo su varie cartoline.

  • Boicottare

Charles Boycott, imprenditore inglese che andò a lavorare in Irlanda, dove venne boicottato.

  • appetito pantagruelico

Pantagruel, un gigante dall’insaziabile appetito. Personaggio de “La vie de Pantagruel e Gargantua” serie di cinque romanzi scritti da  François Rabelais nella prima metà del Cinquecento.

 

Questa è una piccola lista rispetto alla miriade di eponimi esistenti.

Un pizzico di curiosità e scoprirete quanti eponimi esistono.

Buona ricerca <<eponimica>>Immagine

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Fabrizio Frizzi: il sorriso della tv italiana. La camera ardente allestita nello stabile della Rai, il luogo dei suoi piani e programmi.

TV: FABRIZIO FRIZZI FA 60 ANNI, LA VITA E' MERAVIGLIOSA / SPECIALE

Fabrizio Frizzi all’università Statale di Milano in occasione della presentazione alla stampa dei palinsesti Rai. Milano 28 giugno 2017. ANSA / MATTEO BAZZI

Da stamattina alle 10.00 è aperta la camera ardente di Fabrizio Frizzi, uno dei conduttori più importanti nello scenario della tv italiana, morto nella notte tra domenica e lunedì all’ospedale Sant’Andrea di Roma dopo un emorragia cerebrale.

La camera ardente è stata allestita nella sede della Rai (viale Mazzini, Roma). In diecimila oggi

Si sono presentati innumerevoli personaggi dello spettacolo e tanta gente comune a dimostrazione che Frizzi è stato un conduttore davvero amato, stimato e seguito dagli spettatori italiani e da tutti i suoi colleghi e collaboratori.

Alcuni nomi tra i presenti stamane: Raffaella Carrà, Eva Grimaldi, Federico Moccia, Alessandro Greco, Beppe e Rosario Fiorello, il presidente della Coni Giovanni Malagò, Gigi Marzullo,Pippo Baudo, Roberta Giarrusso, Walter Nudo ed Edoardo De Amicis.

Il conduttore era già molto malato e in occasione dei suoi 60 anni, compiuti il 5 febbraio, a proposito del suo stato di salute disse: “Non è ancora finita”. “Se guarirò, racconterò tutto nei dettagli perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando.”

Il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi venne colto da un malore durante la registrazione del programma “L’Eredità”. Ebbe un’ischemia e di conseguenza venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma. Il conduttore non si fece abbattere e dopo poco tornò in tv alla guida dello stesso programma su RaiUno.

Renato Zero ricorda Fabrizio Frizzi con un lungo post su Facebook : “ […] Io personalmente mi sono beato della tua amicizia, discreta ma così meravigliosamente rumorosa. Mi ha rassicurato sapere che c’eri che eri una realtà, in un mondo dove le favole sono state avvelenate dall’ipocrisia e dalla crudeltà umana. Il mondo non sarà lo stesso, ma per tanti come me il tuo ricordo sarà come un richiamo costante e necessario per fare sempre meglio ed osare di più. […]

Anche Antonella Clerici ha postato un tweet in ricordo: “ Grazie amico mio per tutto” allegando una foto che inquadra un abbraccio tra la conduttrice della Prova del cuoco ed il sorridente Frizzi.

Tanti i tweet di ringraziamento, di rispetto e di stima: Paolo Ruffini, Serena Rossi, Simona Ventura, Cristiano Malgioglio, Eros Ramazzotti e Leonardo Pieraccioni. Max Giusti scrive: “Voglio ricordarti col sorriso che avevi anche se oggi, sono morto un po’ anche io! Ti voglio bene #FabrizioFrizzi! Max.”

Frizzi, doppiatore della voce di Woody nella saga di Toy Story, sarà ricordato perché umano, vero e sincero.
Domani, mercoledì 28 marzo alle ore 12 avranno luogo i funerali nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, Roma.

SAVE THE DATE: BARI DAL 19/04 AL 22/04 “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo.”

Dal 14 Febbraio 2018 è tornato sui palchi italiani lo spettacolo tratto dall’opera di William Shakespeare “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo.”

La regia e la direzione artistica sono curate da Giuliano Peparini. Il musical, prodotto da David e Clemente Zard, torna sul palcoscenico a grande richiesta.

La prima si è tenuta a Milano al Teatro Ciak, ma a breve lo spettacolo verrà presentato a Bari, al Teatro Team.

Il cast di prim’ordine, è formato da Davide Merlini (Romeo), Giulia Luzi (Giulietta), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo Di Minno (Principe Escalus), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Graziano Galàtone (Conte Capuleti), Silvia Querci (Nutrice), Emiliano Geppetti (Frate Lorenzo) e il giovane Renato Crudo che si alternerà a Davide Merlini nel ruolo di Romeo, e vede la partecipazione di 20 artisti tra ballerini e acrobati.
BIGLIETTI DISPONIBILI SU TICKETONE:

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“You fool”- “I’m so f****** stupid” LA VOLONTA’ DI UN SISTEMA IN OITNB

L’emblematico frame catturato in questo screenshot riprende una scena della serie televisiva trasmessa in streaming su Netflix, ideata da Jenji Kohan e prodotta da Lionsgate Television. La serie è ispirata alle memorie di Piper Kerman. La stessa Piper che vediamo nella scena.

Piccolo background per chi non conoscesse la serie: Stagione 1, ep.9 “Fottuto ringraziamento”

Piper Chapman è una donna proveniente dal Connecticut e residente a New York che deve scontare una pena di quindici mesi di detenzione al Litchfield, un carcere femminile federale per un reato commesso 10 anni prima. La donna aveva trasportato una valigia piena di soldi di provenienza illecita “narcodenaro” per conto di Alex Vause, anche lei rinchiusa nello stesso carcere. Alex era una trafficante internazionale di droga e Piper, al tempo, era la sua amante. Piper nei 10 anni successivi al fatto si era creata una nuova vita ed aveva un nuovo fidanzato, Larry Bloom.

La scena riprende Piper in isolamento. Il motivo del suo isolamento è legato ad un semplice ballo in sala comune con Alex visto dalle guardie come un comportamento indecoroso.[…]

Dopo diversi giorni in cella da sola inizia a comunicare attraverso una grata con un’altra voce sconosciuta. Piper è una donna combattiva, scaltra e poco propensa ai compromessi. Si sfoga con la voce dall’altra parte della grata e si scontra con qualcuno che non ricorda neanche da quanto tempo è in isolamento. A quel punto Piper decide di virare, di cambiare il suo modo di comportarsi e di accettare passivamente le decisioni prese dai federali che la controllano.

Proprio nel momento in cui sta avvenendo questo cambiamento di rotta, la camera si punta sul suo volto sorpreso e sulla frase che le spunta a sinistra : YOU FOOL.

Come se lei stesse analizzando quella scritta, di risposta: I’M SO FUCKING STUPID.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi come mai il regista abbia deciso di far combaciare il pensiero del sistema con il pensiero della protagonista. Il sistema vince sulla personalità della donna. L’isolamento serve a riflettere. Su cosa riflettere è dato dal comportamento per il quale si è in isolamento, ma il frutto della riflessione sarà per tutti lo stesso. Piper si convincerà di aver sbagliato e se non si dovesse convincere farà di tutto per dimostrarsi pentita lo stesso. Il sistema ha vinto.

Il cameraman ha inquadrato al meglio e la produzione ha definito al meglio la vittoria del sistema.Immagine

“American Sniper” la vera storia

“American Sniper” il film diretto da Clint Eastwood, basato sull’omonima autobiografia di Chris Kyle, che ha come protagonista Bradley Cooper, racconta la storia del più famoso cecchino d’America. Kyle, giovane texano, si arruola nei Navy SEAL, famoso corpo d’elite della marina degli Stati Uniti.scena-da-american-sniper-633656                                                                                                                     image: www.panorama.it

Il film, a differenza dell’autobiografia, ripropone situazioni e utilizza informazioni non del tutto esatte.

FILM: Kyle si arruola a 30 anni. // REALTA’: si arruola a 25 anni.

Perché si arruola:

FILM: dopo una delusione d’amore. // REALTA’: prendeva parte ai rodei. Durante un rodeo fu scaraventato al suolo da un cavallo selvaggio e perse conoscenza. Riportò numerose ferite e gli vennero inseriti dei chiodi nel polso.

Nella prima scena del film, Kyle doveva decidere se uccidere o meno un bambino. Una donna irachena porge una granata al bambino in modo che la lanciasse contro un gruppo di soldati americani.

FILM: Kyle uccise entrambi. // REALTA’: non uccise il bambino.

Il matrimonio tra Kyle e sua moglie Taya.

FILM: si sposano dopo il primo turno in Iraq. // REALTA’: si incontrarono poco dopo il suo arruolamento e si sposarono prima della partenza del primo turno.

Uccisione del cecchino iracheno Mustafa.

FILM: Kyle uccide il cecchino con un colpo eccezionale nella sua ultima missione in Iraq. // REALTA’: Non era sicuro di averlo ucciso.

La taglia su Kyle

FILM: 20.000 dollari offerti a colui che avrebbe ucciso Chris. // REALTA’: La taglia c’era su tutti i cecchini americani.

 

La parte più tragica del film, segno di rottura nella vita di successi di Chris, è la sua inaspettata uccisione da parte di un marine affetto da Sindrome Post traumatica da stress.

Il film si conclude con il saluto alla famiglia da parte di Chris che entra in macchina con il marine Eddie Ray Routh. Portò il giovane in un poligono da tiro e Routh fece fuoco su Kyle, uccidendolo.

MA COME SARA’ FINITA?

L’ex marine Eddie Ray Routh è stato definito”un giovane uomo tormentato” dal procuratore distrettuale della Contea di Erath, a Stephenville. Il 2 febbraio 2013, Routh uccise Chris Kyle con più colpi alle spalle. Secondo l’accusa l’ex marine era stordito da marijuana e whisky. Gli avvocati della difesa hanno continuato a portare avanti la teoria dell’infermità mentale. Non si era più ripreso dalla guerra in Iraq e soprattutto da Haiti. Il suo compito lì era quello di rimuovere i cadaveri presenti tra le macerie causate dal sisma. Dopo aver ucciso Chris, il ragazzo scappo con il pic-up del cecchino americano.

Dopo due settimane di processo a Stephenville, una piccola città a sud-est di Dallas, in Texas la giuria popolare ha annunciato la pena del carcere a vita senza condizionale per Eddie Ray Routh.

Michele, 75.

Michele, 75.
Credo sia giusto partire sempre da chi abbiamo più vicino, magari per essere d’esempio e per far capire che ogni vita é importante; molte volte manca soltanto l’ascoltatore giusto.
SE AVESSI QUALCHE MINUTO, COSA RACCONTEREI DI ME?
– Oltre 50 anni d’amore, persi la persona che ho sempre amato a causa di una malattia, la malattia del secolo. Si chiamava Grazia, occhi di ghiaccio, ma inesistente freddezza d’animo.
Intrappolata nell’ignoranza, di legge ai suoi tempi, che per fortuna oggi é diventata una scelta.
Era una bella giornata di giugno. Sole e felicità, credenziali perfette per un momento memorabile. Il tempo si fermò, un’istantanea.. una chiesa di Bari assisteva a cotanto amore. La famiglia si era riunita, ma non si trattava di un’unione fisica..
La sala era colma di gente, la stessa che battendo le mani consacrò il momento.
Michele e Grazia, come 50 anni fa, magari con qualche ruga in più. Ci ribaciammo, un sigillo d’amore; l’ultimo momento pieno.
Di lí a breve mi sarebbe rimasto il ricordo, ricordo che in quattro righe ritorna in mente.

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